Una tradizione per invocare l’abbondanza del raccolto e non solo.
Sabato 17 gennaio si è svolto presso il cortile dell’Oratorio Sacro Cuore di Busto Garolfo il tradizionale falò di Sant’Antonio.
Come vuole la tradizione la pira di legna secca è stata accesa dal Parroco don Giovanni Patella che ha recitato poco prima una preghiera di benedizione.
Numerosi i partecipanti soprattutto tra i bambini che insieme alle famiglie non hanno voluto mancare a questo appuntamento con il grande fuoco di metà inverno.

La tradizione di accendere il falò nella festa di Sant’Antonio Abate ha origine antichissime. Il monaco egiziano del IV secolo era considerato protettore degli animali e vincitore delle tentazioni del demonio a tal punto da rubare il fuoco all’inferno per donarlo agli uomini e attribuendogli il significato di protezione guarigione e forza spirituale.
L’accensione del falò simboleggia oggi diversi significati tra cui:
purificazione (bruciare il vecchio per far nascere il nuovo)
protezione delle comunità e degli animali
buon auspicio per l’anno agricolo
momento di aggregazione sociale










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