BUSTO GAROLFO

La prima testimonianza dell’esistenza della Chiesa Santi Salvatore e Margherita è del XIII
secolo: la Chiesa di San Salvatore “de loco Busti Carulfi” è elencata tra le dipendenze della pieve
di Dairago, nel “Liber Notitiae Sanctorum Mediolani” di Goffredo da Bussero. Arricchita con gli
altari di S. Bartolomeo, dei SS. Innocenti e di S. Margherita, è una “ecclesia subiecta”,
dipendente dalla di chiesa S. Genesio di Dairago, che è “baptisimalis e caput decimationis”.
Nel 1416, Mons. Palestra in “Visite pastorali alle pievi milanesi” l’annovera come “Parrocchia di
San Salvatore e Santa Margherita. Nel secolo XVI, a seguito di un aumento della popolazione, la
chiesa subisce lavori di ampliamento, terminato nell’anno 1542, considerato “Data della
Fondazione”.
Il 15 Aprile 1570 San Carlo Borromeo, durante la visita pastorale, provvede alla solenne
“Consacrazione della Chiesa dei Santi Salvatore e Margherita.”
Dopo la visita di San Carlo la parrocchia diviene un’istituzione religiosa-spirituale, l’edificio
sacro è adeguato a questa sua primaria funzione, come attestano i documenti delle visite vicariali
effettuate nel XVII secolo; la chiesa mostra fin da quell’epoca pregiati arredi sacri e ricche
decorazioni di valenti artisti. Compaiono nelle opere pittoriche i nomi di Giovanni Battista
Crespi, detto il Cerano, dei fratelli Della Rovere, detti i Fiammenghini, di Pier Francesco
Mazzucchelli, detto il Morazzone. Carlo Garavaglia fra il 1640-42 realizza il coro ligneo.
Con Decreto 10 Febbraio 1887, la chiesa è elevata a “Prepositura in loco”, dal Vescovo Luigi
Nazari di Calabiana.
Nel 1925 diviene vicariato foraneo: si stacca da Dairago e le è attribuita la chiesa di Olcella.
Tra gli anni 1926–1938 l’edificio subisce un notevole restauro raggiungendo l’aspetto odierno. I
lavori proseguono negli anni 1957–1963 con una nuova pavimentazione, l’abbellimento della
facciata, la costruzione del salone San Carlo e la cripta.
Negli anni 2002-2004, la chiesa subisce interventi di natura strutturale e pittorico-decorativa,
finalizzati a risanarne e consolidarne le parti deteriorate, rinfrescare i dipinti e le decorazioni
danneggiate.
OLCELLA

Il primo documento che cita l’Oratorio di Santa Geltrude è un lascito di 4 pertiche di terreno,
datato 10 gennaio 1689, per dotare la chiesa di ciò che necessita per le celebrazioni in cambio di
dodici S. Messe all’anno. Il bisogno di acquistare arredi sacri fa presumere che la costruzione
dell’Oratorio sia avvenuta qualche anno prima.
Probabilmente però esisteva già una piccola cappella poiché, in quella che era la sacrestia
dell’Oratorio, nel 1970, durante i lavori del suo abbattimento, è stato ritrovato e salvato un pezzo di
affresco raffigurante il Crocifisso che, restaurato ed analizzato, si fa risalire al 1500.
L’Oratorio è descritto in occasione della visita pastorale del Cardinale Pozzobonelli nel 1753: ha un
soffitto a volta e un pavimento in laterizio, misura circa 7 metri per 3,50 metri, all’estremità si trova
una Cappella chiusa con un cancello di legno, l’altare è decorato dall’immagine di Cristo Signore
Crocifisso con ai lati Santa Geltrude e Santa Rosalia.
La popolazione olcellese contribuisce alla gestione della chiesa vendendo galette, formento,
melegone, lupini, ova oltre a raccogliere offerte per finanziare alcune feste particolari: l’Annunciazione,
la Madonna del Rosario e Santa Geltrude. I sacramenti e i funerali sono comunque celebrati nelle
parrocchie di Arconate e Busto Garolfo.
Più recente è l’edificazione del campanile, datato 1813 con tre campane; un secolo dopo viene alzato
di 8 metri e conta quattro campane. Nel 1943 due di queste vengono requisite per la fabbricazione delle
armi, ma nel giro di pochi giorni i cittadini riescono a recuperarle ad Arconate e nel 1945 tornano al loro
posto.
Nel 1913 il Cardinale Ferrari stabilisce che Olcella non sia più divisa fra le parrocchie di Arconate e
Busto Garolfo, ma faccia capo unicamente a Busto. L’autonomia religiosa si raggiunge nel 1928 con l’arrivo
di Don Grazioso Mariani primo parroco.
Ben presto sorge l’esigenza di una chiesa più ampia: il cavalier Francesco Ferrazzi, che ha già fatto
costruire la casa per il sacerdote, promuove la costruzione del nuovo edificio dietro la casa parrocchiale,
ma il Cardinal Schuster nel 1930 chiede che la si costruisca nella posizione attuale. I lavori iniziano il 10
maggio 1930, il primo mattone viene posto da don Carlo Cerutti e il secondo da don Mario Mentasti.
Nel 1933 la chiesa viene consacrata dal Cardinale a Santa Geltrude.
Nel 1972 la chiesa subisce un ulteriore rifacimento, è ampliata e si modifica l’interno secondo i dettami
della riforma liturgica.
Nel 1982 un comitato di cittadini promuove la costruzione del campanile e la Cassa Rurale ed Artigiana
di Busto Garolfo dona il concerto di sei campane.
Dal dicembre 2019 è dotata di un pregiato organo a canne per accompagnare le funzioni religiose.








