{"id":71,"date":"2024-12-13T16:45:32","date_gmt":"2024-12-13T16:45:32","guid":{"rendered":"https:\/\/up-bustoeolcella.it\/?page_id=71"},"modified":"2025-02-04T22:10:35","modified_gmt":"2025-02-04T21:10:35","slug":"cenni-storici","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/up-bustoeolcella.it\/?page_id=71","title":{"rendered":"CENNI STORICI"},"content":{"rendered":"\n<h2 class=\"wp-block-heading\">BUSTO GAROLFO<\/h2>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"768\" src=\"https:\/\/up-bustoeolcella.it\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/IMG_8774-1024x768.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-642\" style=\"width:599px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/up-bustoeolcella.it\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/IMG_8774-1024x768.jpeg 1024w, https:\/\/up-bustoeolcella.it\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/IMG_8774-150x113.jpeg 150w, https:\/\/up-bustoeolcella.it\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/IMG_8774-768x576.jpeg 768w, https:\/\/up-bustoeolcella.it\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/IMG_8774-1536x1152.jpeg 1536w, https:\/\/up-bustoeolcella.it\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/IMG_8774.jpeg 2048w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left wp-block-paragraph\"><strong>La prima testimonianza dell\u2019esistenza della Chiesa Santi Salvatore e Margherita \u00e8 del XIII<br>secolo: la Chiesa di San Salvatore \u201cde loco Busti Carulfi\u201d \u00e8 elencata tra le dipendenze della pieve<br>di Dairago, nel \u201cLiber Notitiae Sanctorum Mediolani\u201d di Goffredo da Bussero.\u00a0Arricchita con gli<br>altari di S. Bartolomeo, dei SS. Innocenti e di S. Margherita, \u00e8 una\u00a0\u201cecclesia subiecta\u201d,<br>dipendente dalla di chiesa S. Genesio di Dairago, che \u00e8\u00a0\u201cbaptisimalis e caput decimationis\u201d.<br><br>Nel 1416, Mons. Palestra in \u201cVisite pastorali alle pievi milanesi\u201d l\u2019annovera come \u201cParrocchia di<br>San Salvatore e Santa Margherita. Nel secolo XVI, a seguito di un aumento della popolazione, la<br>chiesa subisce lavori di ampliamento, terminato nell\u2019anno 1542, considerato \u201cData della<br>Fondazione\u201d.<br><br>Il 15 Aprile 1570 San Carlo Borromeo, durante la visita pastorale, provvede alla solenne<br>\u201cConsacrazione della Chiesa dei Santi Salvatore e Margherita.\u201d<br>\u00a0Dopo la visita di San Carlo la parrocchia diviene un\u2019istituzione religiosa-spirituale, l\u2019edificio<br>sacro \u00e8 adeguato a questa sua primaria funzione, come attestano i documenti delle visite vicariali<br>effettuate nel XVII secolo; la chiesa mostra fin da quell\u2019epoca pregiati arredi sacri e ricche<br>decorazioni di valenti artisti. Compaiono nelle opere pittoriche i nomi di\u00a0Giovanni Battista<br>Crespi,\u00a0detto il\u00a0Cerano,\u00a0dei fratelli\u00a0Della Rovere,\u00a0detti i\u00a0Fiammenghini,\u00a0di\u00a0Pier Francesco<br>Mazzucchelli,\u00a0detto il\u00a0Morazzone. Carlo Garavaglia fra il 1640-42 realizza il coro ligneo.<br>Con Decreto 10 Febbraio 1887, la chiesa \u00e8 elevata a\u00a0\u201cPrepositura in loco\u201d,\u00a0dal Vescovo\u00a0Luigi<br>Nazari di Calabiana.<br><br>Nel 1925 diviene\u00a0vicariato foraneo: si stacca da Dairago e le \u00e8 attribuita la chiesa di Olcella.<br>Tra gli anni 1926\u20131938 l\u2019edificio subisce un notevole restauro raggiungendo l\u2019aspetto odierno. I<br>lavori proseguono negli anni 1957\u20131963 con una nuova pavimentazione, l\u2019abbellimento della<br>facciata, la costruzione del salone San Carlo e la cripta.<br>Negli anni 2002-2004, la chiesa subisce interventi di natura strutturale e pittorico-decorativa,<br>finalizzati a risanarne e consolidarne le parti deteriorate, rinfrescare i dipinti e le decorazioni<br>danneggiate.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">OLCELLA<\/h2>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"689\" height=\"634\" src=\"https:\/\/up-bustoeolcella.it\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/img-44840-O-36-1354-0-0-9b0140850c657e0a00320cfa1fb52ed3.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-644\" style=\"width:594px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/up-bustoeolcella.it\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/img-44840-O-36-1354-0-0-9b0140850c657e0a00320cfa1fb52ed3.jpg 689w, https:\/\/up-bustoeolcella.it\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/img-44840-O-36-1354-0-0-9b0140850c657e0a00320cfa1fb52ed3-150x138.jpg 150w\" sizes=\"auto, (max-width: 689px) 100vw, 689px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Il primo documento che cita l\u2019Oratorio di Santa Geltrude \u00e8 un lascito di 4 pertiche di terreno, <\/strong><br><strong>datato 10 gennaio 1689, per dotare la chiesa di ci\u00f2 che necessita per le celebrazioni in cambio di <\/strong><br><strong>dodici S. Messe  all\u2019anno. Il bisogno di acquistare arredi sacri fa presumere che la costruzione <\/strong><br><strong>dell\u2019Oratorio sia avvenuta qualche anno prima.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Probabilmente per\u00f2 esisteva gi\u00e0 una piccola cappella poich\u00e9, in quella che era la sacrestia <\/strong><br><strong>dell\u2019Oratorio,  nel 1970, durante i lavori del suo abbattimento, \u00e8 stato ritrovato e salvato un pezzo di <\/strong><br><strong>affresco raffigurante il Crocifisso che, restaurato ed analizzato, si fa risalire al 1500.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>L\u2019Oratorio \u00e8 descritto in occasione della visita pastorale del Cardinale Pozzobonelli nel 1753: ha un <\/strong><br><strong>soffitto a volta e un pavimento in laterizio, misura circa 7 metri per 3,50 metri, all\u2019estremit\u00e0 si trova <\/strong><br><strong>una Cappella chiusa con un cancello di legno, l\u2019altare \u00e8 decorato dall\u2019immagine di Cristo Signore <\/strong><br><strong>Crocifisso <\/strong><strong>con ai lati Santa Geltrude e Santa Rosalia.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>La popolazione olcellese contribuisce alla gestione della chiesa vendendo <em>galette,<\/em> <em>formento, <\/em><\/strong><br><strong><em>melegone, lupini, ova<\/em> oltre a raccogliere offerte per finanziare alcune feste particolari: l\u2019Annunciazione, <\/strong><br><strong>la Madonna del Rosario e Santa Geltrude. I sacramenti e i funerali sono comunque celebrati nelle <\/strong><br><strong>parrocchie <\/strong><strong>di Arconate e Busto Garolfo.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Pi\u00f9 recente \u00e8 l\u2019edificazione del campanile, datato 1813 con tre campane; un secolo dopo viene alzato <\/strong><br><strong>di 8 metri e conta quattro campane. Nel 1943 due di queste vengono requisite per la fabbricazione delle <\/strong><br><strong>armi, <\/strong><strong>ma nel giro di pochi giorni i cittadini riescono a recuperarle ad Arconate e nel 1945 tornano al loro <\/strong><br><strong>posto.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Nel 1913 il Cardinale Ferrari stabilisce che Olcella non sia pi\u00f9 divisa fra le parrocchie di Arconate e <\/strong><br><strong>Busto Garolfo, ma faccia capo unicamente a Busto. L\u2019autonomia religiosa si raggiunge nel 1928 con l\u2019arrivo <\/strong><br><strong>di Don Grazioso Mariani primo parroco.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Ben presto sorge l\u2019esigenza di una chiesa pi\u00f9 ampia: il cavalier Francesco Ferrazzi, che ha gi\u00e0 fatto<\/strong><br><strong>costruire la casa per il sacerdote, promuove la costruzione del nuovo edificio dietro la casa parrocchiale, <\/strong><br><strong>ma il Cardinal Schuster nel 1930 chiede che la si costruisca nella posizione attuale. I lavori iniziano il 10 <\/strong><br><strong>maggio 1930, il primo mattone viene posto da don Carlo Cerutti e il secondo da don Mario Mentasti. <\/strong><br><strong>Nel 1933 la chiesa viene consacrata dal Cardinale a Santa Geltrude.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Nel 1972 la chiesa subisce un ulteriore rifacimento, \u00e8 ampliata e si modifica l\u2019interno secondo i dettami <\/strong><br><strong>della riforma liturgica. <br>Nel 1982 un comitato di cittadini promuove la costruzione del campanile e la Cassa Rurale ed Artigiana <\/strong><br><strong>di Busto Garolfo dona il concerto di sei campane.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Dal dicembre 2019 \u00e8 dotata di un pregiato organo a canne per accompagnare le funzioni religiose.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>BUSTO GAROLFO La prima testimonianza dell\u2019esistenza della Chiesa Santi Salvatore e Margherita \u00e8 del XIIIsecolo: la Chiesa di San Salvatore \u201cde loco Busti Carulfi\u201d \u00e8 elencata tra le dipendenze della pievedi Dairago, nel \u201cLiber Notitiae Sanctorum Mediolani\u201d di Goffredo da Bussero.\u00a0Arricchita con glialtari di S. 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